URBINO E I COLLEGI

 

I “Collegi dell’Università di Urbino “, costruiti tra il 1962 e il 1983, sono considerati a livello mondiale come una delle più importanti architetture della seconda metà del XX secolo e sono una delle opere più celebri e significative di Giancarlo De Carlo.

Coprono circa 62.000 metri quadrati, ospitano oltre 1000 studenti e sono suddivisi in cinque strutture (Colle, Tridente, Serpentine, Aquilone, Vela) che offrono un ottimo esempio di integrazione e di dialogo con il paesaggio e la città storica.

”Il mio sforzo“ – scrive De Carlo – “è stato quello di costruire un insediamento universitario indubbiamente contemporaneo, ma gestito dagli echi della storia di Urbino: al punto che un cittadino potrebbe considerarli parte della città che già conosce e sente familiare e volerli frequentare abitualmente, come fa con i luoghi della città stessa anche se qui vivono prevalentemente studenti. In altre parole, l’intenzione era quella di stabilire uno scambio permanente tra la città storica e la città dei Collegi.” (1)

Parte di una strategia di riqualificazione complessiva della città sostenuta da Carlo Bo, a quel tempo rettore dell’Università, e finalizzata a trasformare Urbino in una “capitale di studi e cultura”, i Collegi attirano studenti da tutta Italia e richiamano per densità e qualità dello spazio un “modello” che rimanda direttamente ai luoghi del centro storico. Non solo la presenza costante dei mattoni, gli scorci frequenti sul paesaggio, la presenza di numerosi luoghi di relazione, ma tutto concorre a fare di questa una vera parte di città.

(1) Buncuga, F., Conversazioni con Giancarlo De Carlo. Architettura e Libertà, Eleuthera, Milano, 2000, p.132.