1. 1

    IL CONSERVATION PLAN

    Realizzare un Conservation Plan significa comprendere perché un certo edificio è importante e definire come si intende intervenire per conservarlo e per garantirne una corretta fruizione.  Nella redazione del piano vengono infatti considerate le caratteristiche del bene, i valori che esso esprime ma anche le problematiche da risolvere, le possibilità tecniche di intervento e le sue concrete condizioni di uso e di gestione.

    Questo strumento, ancora poco diffuso in Italia, vanta una solida tradizione nel contesto anglosassone dove viene correntemente utilizzato per valutare preventivamente e indirizzare gli interventi sugli edifici storici, in base ad un assunto molto semplice: investire in conoscenza nelle fasi preliminari significa agire in modo più efficace e spendere di meno dopo, nella fase di intervento e in quella di gestione, perché permette di prendere decisioni migliori, di individuare tempestivamente i problemi e di gestire meglio i cambiamenti.

    I vantaggi derivanti da una pianificazione complessiva degli interventi basata su una solida base conoscitiva e sulla impostazione dei strategie di lungo periodo sono particolarmente evidenti in ambiti caratterizzati da particolare complessità, come il patrimonio del XX secolo.

    Per questo motivo, dal 2014 la Fondazione Getty sostiene attraverso il programma “Keeping it Modern“ gli studi sul patrimonio recente e supporta i gestori di edifici di particolare importanza internazionale nella redazione di Conservation Plan che sono chiamati ad avere una valenza esemplare dal punto di vista metodologico, costituendo delle best practices a livello internazionale.

  2. 2

    AREE TEMATICHE

    Il progetto di Urbino, unico caso italiano ad oggi ammesso al finanziamento, si caratterizza per la sua valenza interdisciplinare.

    Le azioni previste comprendono infatti gli aspetti dell’analisi tecnica e della conservazione dei materiali (in particolare dei cementi faccia a vista), lo studio delle modalità di riqualificazione (anche in termini di risparmio energetico), l’adeguamento alle attuali esigenze e la messa a norma, il restauro degli arredi, la valutazione dei rapporti fra uso e spazio e delle dinamiche di appropriazione. Il progetto prevede inoltre la sperimentazione di alcune soluzioni tecniche.

    Il progetto si articola in 5 aree tematiche:

    Analisi e sistematizzazione dei dati; Conservazione e gestione; Sostenibilità; Uso e trasformazione; Piano di monitoraggio e manutenzione

     

     

  3. 3

    ANALISI E SISTEMATIZZAZIONE DEI DATI

    La conoscenza dell’edificio ha un ruolo chiave nel processo di redazione del “conservation  plan”: solo attraverso analisi interdisciplinari che prendano in esame i diversi elementi che caratterizzano il bene e’ infatti possibile cogliere le problematiche in essere e definire adeguate strategie di intervento.

    Obiettivo di questa fase è tracciare un quadro chiaro e univoco delle conoscenze disponibili sull’edificio; le informazioni esistenti sono quindi state organizzate, verificate e sistematizzate e sono stati individuati gli approfondimenti conoscitivi necessari ed utili alle successive fasi di progetto.

    Le attività realizzate comprendono: analisi storica, indagini in ambito sociale, attività di verifica e organizzazione dei materiali d’archivio, controllo e integrazione dei supporti grafici e fotografici, valutazione tecnica e dello stato di conservazione di materiali, elementi architettonici ed arredi.

     

  4. 4

    CONSERVAZIONE E GESTIONE

    Questa sezione del progetto affronta il tema della conservazione dei materiali e degli elementi architettonici che caratterizzano il bene, con l’obiettivo di mettere a punto indicazioni operative e linee guida per intervenire su ambiti specifici.

    I collegi sono costituito da un numero relativamente limitato di materiali, ed in particolare si caratterizza per le diverse textures dei cementi e per il disegno dei serramenti in legno, che ritagliano il paesaggio urbinate.

    L’eleganza delle forme – i nastri in cemento che formano le velette e i parapetti del complesso sono sottilissimi, in alcuni casi lo spessore è di soli 8 cm – e la texture dei cementi – che De Carlo ha scelto di lasciare a vista, con i segni dei casseri bene in evidenza – sono tuttavia un fattore endemico di fragilità che ha portato nel tempo a situazioni di degrado anche gravi, cosi come accade per i serramenti in legno, che in alcuni casi sono fortemente compromessi o sono già stati sostituiti.

    Ci sono dunque situazioni che richiedono interventi di revisione complessiva ma, accanto a queste, ce ne sono moltissime in cui è ancora possibile conservare, intervenendo solo dove serve.

    E’ quindi necessario costruire protocolli operativi che tengono conto delle situazioni conservative specifiche legate alla natura del materiale, alla morfologia degli elementi, esposizione, uso, interventi già realizzati.

  5. 5

    SOSTENIBILITA’

    Il miglioramento del comportamento energetico è un elemento chiave per garantire il futuro dei Collegi, soprattutto perché i costi di riscaldamento sono attualmente molto elevati a causa delle scarse prestazioni energetiche degli edifici. Un risparmio dei costi operativi consentirebbe di utilizzare più risorse per la manutenzione e la cura degli edifici e di migliorare il comfort interno, tenendo conto che il gradimento degli studenti è un prerequisito per il loro utilizzo in futuro.

    I Collegi ospitano infatti un numero crescente di studenti provenienti da tutto il mondo che apprezzano l’offerta formativa e la straordinaria esperienza di vivere nella città di Urbino, ma questa apertura verso l’internazionalizzazione dell’Università non avrà alcun futuro se gli spazi destinati alla residenza non saranno appropriati e confortevoli.

    L’involucro edilizio e l’impianto di riscaldamento sono fattori determinanti in termini di comportamento termico e comfort e le loro caratteristiche incidono sulla necessita di energia e quindi sui costi gestionali. Di recente sono stati fatti lavori di adeguamento sulla centrale termica, che ha nuove macchine e sistemi di controllo più efficienti.

    Per quanto riguarda invece l’involucro, la riduzione nei consumi energetici è possibile solo attraverso soluzioni pensate specificamente per questi edifici perché ci sono materiali e superfici che non possono e non devono essere cambiati: le murature esterne di mattoni e il calcestruzzo a vista sono infatti tra gli elementi che maggiormente caratterizzano il complesso.

    L’involucro edilizio può tuttavia essere analizzato nel suo insieme e migliorato sensibilmente incrementando l’isolamento sulle coperture, riducendo i ponti termici sulle pareti esterne e sostituendo i serramenti irrecuperabili con nuovi elementi più efficienti.

  6. 6

    USO E TRASFORMAZIONE

    La definizione di una strategia d’uso coerente e una corretta regolamentazione dell’uso degli spazi possono concorrere in modo determinante a garantire la corretta conservazione dei collegi, contribuendo a limitare i rischi derivanti da forme di fruizione scorrette e gli impatti degli adeguamenti da introdurre.

    Nel progettare i Collegi De Carlo riecheggia la struttura della citta storica, introducendo percorsi e spazi pensati come luoghi “pubblici” di incontro informale aperti anche alla cittadinanza e privi di una funzione specifica e ambiti destinati alla fruizione da parte di gruppi più ristretti.

    Dunque, le relazioni che legano gli studenti agli spazi hanno un ruolo determinante nel determinare il valore dei Collegi; oggi tuttavia molti di quegli spazi sono inutilizzati, sotto- utilizzati o utilizzati senza la necessaria consapevolezza e quelle relazioni devono essere rimesse in discussione, a partire da una lettura efficace delle attuali necessita’, aspettative e modalità di appropriazione degli spazi.

  7. 7

    LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CURA

    La programmazione di attività manutentive e di cura quotidiana rivestono un ruolo essenziale per la corretta conservazione del bene;

    per questo motivo, accanto alla definizione di interventi di maggiore impatto (come ad esempio quelli tesi a migliorare il comportamento termico) stiamo studiando alcune azioni “minime“ pensate per limitare/ tenere sotto controllo i fenomeni di degrado, cosi da ridurre le necessita di intervento, con un evidente vantaggio in termini di conservazione ma anche di razionalizzazione della spesa.

    Tutte le azioni azioni verranno riportate in un apposito database, che come una vera e propria “cabina di regia” potrà essere aggiornato nel corso del tempo, per monitorare lo stato di conservazione del bene e consentire ai gestori di rivedere la programmazione degli interventi.

    Il piano riporta anche le “regole d’uso” per la corretta fruizione degli spazi, che permetteranno a chi vive e lavora nei collegi di rapportarsi con maggiore consapevolezza al bene.

     


  • IL CONSERVATION PLAN

    Realizzare un Conservation Plan significa comprendere perché un certo edificio è importante e definire come si intende intervenire per conservarlo e per garantirne una corretta fruizione.  Nella redazione del piano vengono infatti considerate le caratteristiche del bene, i valori che esso esprime ma anche le problematiche da risolvere, le possibilità tecniche di intervento e le sue concrete condizioni di uso e di gestione.

    Questo strumento, ancora poco diffuso in Italia, vanta una solida tradizione nel contesto anglosassone dove viene correntemente utilizzato per valutare preventivamente e indirizzare gli interventi sugli edifici storici, in base ad un assunto molto semplice: investire in conoscenza nelle fasi preliminari significa agire in modo più efficace e spendere di meno dopo, nella fase di intervento e in quella di gestione, perché permette di prendere decisioni migliori, di individuare tempestivamente i problemi e di gestire meglio i cambiamenti.

    I vantaggi derivanti da una pianificazione complessiva degli interventi basata su una solida base conoscitiva e sulla impostazione dei strategie di lungo periodo sono particolarmente evidenti in ambiti caratterizzati da particolare complessità, come il patrimonio del XX secolo.

    Per questo motivo, dal 2014 la Fondazione Getty sostiene attraverso il programma “Keeping it Modern“ gli studi sul patrimonio recente e supporta i gestori di edifici di particolare importanza internazionale nella redazione di Conservation Plan che sono chiamati ad avere una valenza esemplare dal punto di vista metodologico, costituendo delle best practices a livello internazionale.

  • AREE TEMATICHE

    Il progetto di Urbino, unico caso italiano ad oggi ammesso al finanziamento, si caratterizza per la sua valenza interdisciplinare.

    Le azioni previste comprendono infatti gli aspetti dell’analisi tecnica e della conservazione dei materiali (in particolare dei cementi faccia a vista), lo studio delle modalità di riqualificazione (anche in termini di risparmio energetico), l’adeguamento alle attuali esigenze e la messa a norma, il restauro degli arredi, la valutazione dei rapporti fra uso e spazio e delle dinamiche di appropriazione. Il progetto prevede inoltre la sperimentazione di alcune soluzioni tecniche.

    Il progetto si articola in 5 aree tematiche:

    Analisi e sistematizzazione dei dati; Conservazione e gestione; Sostenibilità; Uso e trasformazione; Piano di monitoraggio e manutenzione

     

     

  • ANALISI E SISTEMATIZZAZIONE DEI DATI

    La conoscenza dell’edificio ha un ruolo chiave nel processo di redazione del “conservation  plan”: solo attraverso analisi interdisciplinari che prendano in esame i diversi elementi che caratterizzano il bene e’ infatti possibile cogliere le problematiche in essere e definire adeguate strategie di intervento.

    Obiettivo di questa fase è tracciare un quadro chiaro e univoco delle conoscenze disponibili sull’edificio; le informazioni esistenti sono quindi state organizzate, verificate e sistematizzate e sono stati individuati gli approfondimenti conoscitivi necessari ed utili alle successive fasi di progetto.

    Le attività realizzate comprendono: analisi storica, indagini in ambito sociale, attività di verifica e organizzazione dei materiali d’archivio, controllo e integrazione dei supporti grafici e fotografici, valutazione tecnica e dello stato di conservazione di materiali, elementi architettonici ed arredi.

     

  • CONSERVAZIONE E GESTIONE

    Questa sezione del progetto affronta il tema della conservazione dei materiali e degli elementi architettonici che caratterizzano il bene, con l’obiettivo di mettere a punto indicazioni operative e linee guida per intervenire su ambiti specifici.

    I collegi sono costituito da un numero relativamente limitato di materiali, ed in particolare si caratterizza per le diverse textures dei cementi e per il disegno dei serramenti in legno, che ritagliano il paesaggio urbinate.

    L’eleganza delle forme – i nastri in cemento che formano le velette e i parapetti del complesso sono sottilissimi, in alcuni casi lo spessore è di soli 8 cm – e la texture dei cementi – che De Carlo ha scelto di lasciare a vista, con i segni dei casseri bene in evidenza – sono tuttavia un fattore endemico di fragilità che ha portato nel tempo a situazioni di degrado anche gravi, cosi come accade per i serramenti in legno, che in alcuni casi sono fortemente compromessi o sono già stati sostituiti.

    Ci sono dunque situazioni che richiedono interventi di revisione complessiva ma, accanto a queste, ce ne sono moltissime in cui è ancora possibile conservare, intervenendo solo dove serve.

    E’ quindi necessario costruire protocolli operativi che tengono conto delle situazioni conservative specifiche legate alla natura del materiale, alla morfologia degli elementi, esposizione, uso, interventi già realizzati.

  • SOSTENIBILITA’

    Il miglioramento del comportamento energetico è un elemento chiave per garantire il futuro dei Collegi, soprattutto perché i costi di riscaldamento sono attualmente molto elevati a causa delle scarse prestazioni energetiche degli edifici. Un risparmio dei costi operativi consentirebbe di utilizzare più risorse per la manutenzione e la cura degli edifici e di migliorare il comfort interno, tenendo conto che il gradimento degli studenti è un prerequisito per il loro utilizzo in futuro.

    I Collegi ospitano infatti un numero crescente di studenti provenienti da tutto il mondo che apprezzano l’offerta formativa e la straordinaria esperienza di vivere nella città di Urbino, ma questa apertura verso l’internazionalizzazione dell’Università non avrà alcun futuro se gli spazi destinati alla residenza non saranno appropriati e confortevoli.

    L’involucro edilizio e l’impianto di riscaldamento sono fattori determinanti in termini di comportamento termico e comfort e le loro caratteristiche incidono sulla necessita di energia e quindi sui costi gestionali. Di recente sono stati fatti lavori di adeguamento sulla centrale termica, che ha nuove macchine e sistemi di controllo più efficienti.

    Per quanto riguarda invece l’involucro, la riduzione nei consumi energetici è possibile solo attraverso soluzioni pensate specificamente per questi edifici perché ci sono materiali e superfici che non possono e non devono essere cambiati: le murature esterne di mattoni e il calcestruzzo a vista sono infatti tra gli elementi che maggiormente caratterizzano il complesso.

    L’involucro edilizio può tuttavia essere analizzato nel suo insieme e migliorato sensibilmente incrementando l’isolamento sulle coperture, riducendo i ponti termici sulle pareti esterne e sostituendo i serramenti irrecuperabili con nuovi elementi più efficienti.

  • USO E TRASFORMAZIONE

    La definizione di una strategia d’uso coerente e una corretta regolamentazione dell’uso degli spazi possono concorrere in modo determinante a garantire la corretta conservazione dei collegi, contribuendo a limitare i rischi derivanti da forme di fruizione scorrette e gli impatti degli adeguamenti da introdurre.

    Nel progettare i Collegi De Carlo riecheggia la struttura della citta storica, introducendo percorsi e spazi pensati come luoghi “pubblici” di incontro informale aperti anche alla cittadinanza e privi di una funzione specifica e ambiti destinati alla fruizione da parte di gruppi più ristretti.

    Dunque, le relazioni che legano gli studenti agli spazi hanno un ruolo determinante nel determinare il valore dei Collegi; oggi tuttavia molti di quegli spazi sono inutilizzati, sotto- utilizzati o utilizzati senza la necessaria consapevolezza e quelle relazioni devono essere rimesse in discussione, a partire da una lettura efficace delle attuali necessita’, aspettative e modalità di appropriazione degli spazi.

  • LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CURA

    La programmazione di attività manutentive e di cura quotidiana rivestono un ruolo essenziale per la corretta conservazione del bene;

    per questo motivo, accanto alla definizione di interventi di maggiore impatto (come ad esempio quelli tesi a migliorare il comportamento termico) stiamo studiando alcune azioni “minime“ pensate per limitare/ tenere sotto controllo i fenomeni di degrado, cosi da ridurre le necessita di intervento, con un evidente vantaggio in termini di conservazione ma anche di razionalizzazione della spesa.

    Tutte le azioni azioni verranno riportate in un apposito database, che come una vera e propria “cabina di regia” potrà essere aggiornato nel corso del tempo, per monitorare lo stato di conservazione del bene e consentire ai gestori di rivedere la programmazione degli interventi.

    Il piano riporta anche le “regole d’uso” per la corretta fruizione degli spazi, che permetteranno a chi vive e lavora nei collegi di rapportarsi con maggiore consapevolezza al bene.